Presente storico o passato narrativo?

Camminava sui bordi della realtà, facendo bene attenzione a non caderci dentro. Ne conosceva i segreti e i meandri per averla osservata a lungo, con l’acuto spirito di osservazione che nasce dalla curiosità morbosa: la curiosità dell’ammirazione e della gelosia degli esclusi. Dalle sue parole zampillava amore sapiente e tenero per quel mondo a lui interdetto: come se avessero fatto pace, lui di qua e gli altri di là, a ciascuno il suo, a ciascuno il proprio mondo, la propria pace e i propri tormenti. E il suo era un mondo confortevole e fragile, popolato di sogni e di ninnoli lasciati lì da sua mamma prima che la cura sbagliata la portasse via.

Era difficile non essere risucchiati, non venire trascinati di là, e non rimanere incantati dall’universo che lui apriva agli occhi dei suoi visitatori. Ma noi visitatori siamo infetti, drogati di realtà, e non riusciamo a separarcene che in brevi momenti di grazia.    

 

 

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