Ma come si elabora un lutto?

28days

Lui è morto. Io pure. Lui è un altro. Io sono un’altra. Il problema è che non ci sono cadaveri, ma visi e corpi che sono sempre gli stessi, e la chimica tradisce la nostra volontà fragile e malaticcia, la mia soprattutto, incapace di proiettarmi in qualsivoglia angolo del futuro.

Progetti divergenti. Progetti inesistenti. Progetti comuni dall’entusiasmo anemico. Progetti possibili stracciati da un attimo di furia.

Mi ritrovo irritata, delusa e confusa. Mi ritrovo ferita, le mie ferite negate, il mio dolore anestetizzato dal sesso e dai soliti desideri impossibili ripetuti come la formula magica di un incantesimo. Ma alla fine tutto questo è soprattutto di una noia mortale, mortale appunto, come le ore passate a macerare in bar squallidi e fumosi, in compagnia di spezzoni di dialoghi vuoti, censurati a sangue nel nome dell’incolumità reciproca, perché la nostra fragilità non ci permette altro.

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In questi quattro anni non sei stata capace di elaborare il lutto.

(Mio cugi: ieri sera al telefono)

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LUTTO, stato psicologico conseguente alla perdita di un oggetto significativo, che ha fatto parte integrante dell’esistenza. La perdita può essere di un oggetto esterno, come la morte di una persona, la separazione geografica, l’abbandono di un luogo, o interno, come il chiudersi di una prospettiva, la perdita della propria immagine sociale, un fallimento personale e simili. Dal lutto, che comporta sempre un’identificazione con l’oggetto perduto, si esce attraverso un processo di elaborazione psichica o «lavoro del lutto» come dice S. Freud, che prevede uno stato di diniego in cui il soggetto rifiuta l’idea che la perdita abbia avuto luogo, uno stadio di accettazione in cui la perdita viene ammessa, e uno stadio di distacco dall’oggetto perduto con reinvestimento su altri oggetti della libido a esso legata. Il «lavoro del lutto» richiede un certo tempo per il ritiro degli investimenti libidici, e l’umanità ha sempre provveduto a occupare questo tempo con cerimonie e pratiche rituali. Un blocco nel «lavoro del lutto» porta alla melanconia, che insorge quando il soggetto sente l’oggetto perduto come una parte ineliminabile di sé da cui non si può separarsi se non separandosi da se stesso. In questo caso il dolore del lutto da normale diventa patologico.

(Galimberti, U., 1999. Psicologia. Torino: Garzanti)

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Sarà un caso che abbiamo passato ore a letto a guardare film di zombies?

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2 pensieri su “Ma come si elabora un lutto?

  1. Wish aka Max

    Forse è la volta buona che lo elabori ora, il lutto. E tuo cugi ha ragione. Riguardo alle modalità, il lutto lo inizi ad elaborare quando inizi a pensare, dentro di te, che è davvero finita. Che le strade si separano. E allora magari inizi a pensare a quel che ti ha unito, a quel che vale la pena di preservare, e a quello che non è mai stato e non sarà mai. Soprattutto l’ultima cosa.

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