Mi rileggo e capisco qualcosa

«Anzi, ho già pronto il mio piccolo arsenale di bugie difese per tenermi la mia vita.»

Quando si dice l’importanza di rileggersi. Scrivo una cosa incredibile e non mi rendo neppure conto. Per fortuna mi è venuto un lampo.

Forse non voglio cambiare proprio nulla. Forse tutti questi grovigli, drammi, lambiccamenti e patemi si riassumono nella semplice volontà di tenermi la mia vita così com’è. Quando invece in testa ci ho piantata l’idea che questa vita va cambiata, a tutti i costi. (Ma come.)

Da dove viene questa ostentata e contestata coazione al cambiamento? (Una delle mie chiusure usuali inizia con “tutto inutile”: qui 11 occorrenze. Avrà un significato?). Mi guardo in giro: lei? Lui? Piuttosto lei. Ma poi perché loro? Magari è qualcun altro.

Non è che finisce qui, eh.

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5 pensieri su “Mi rileggo e capisco qualcosa

  1. Barney Panofsky

    Sai che ti volevo commentare proprio sul “bugi^W – difese”?
    Da quel che scrivi sei una donna molto interessante, da quel che traspare molto pericolosa. Almeno per tipi come me (non ci sto provando, sto uscendo da una storia con una donna molto simile a te e ne ho appena iniziata un’altra che ha come base imprescindibile l’onesta’ sia tra di noi che rispetto al resto del mondo. Non e’ mica piu’ facile che mentir^W difendersi sempre, sai? :-) ).

    Ripensandoci: la bugia e’ a volte veramente una difesa. Pero’ -mi sia permesso- molto debole…

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    1. rckhsl Autore articolo

      Ma siamo sicuri che l’onestà dia una base migliore alle relazioni? Non so, ogni tanto anche io ho un’attrazione irrazionale per le relazioni oneste.. tipo ora (ma dev’essere un virus primaverile).

      Le bugie sono deboli se si è deboli, come tutto.

      Detto questo, non ho idea. La mia è solo un’euristica per un mondo difficile.

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  2. capriccietto

    Capita chi, si dice anche, il fine di ogni analisi interiore è diventare se stessi. (cambiamento nel paradosso!) Non quello che vorresti essere ma quello che proprio sei. Sarebbe da vedere le bugie/difese in te che funzione hanno. Di solito si rinuncia alle bugie solo quando si è abbastanza pronti per accettare… non è obbligatorio. Per me il discrimine è lo stare bene.

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  3. capriccietto

    … più che un “giudizio retrostante” è una constatazione, nulla di personale nei tuoi confronti e nemmeno nei confronti di nessuno o di nessuna umanità. Sarà capitato a tutti di verificare che è inutile dire a chi non vuole/può sentire. Ci sono delle evidenze, a volte. Per questo un occhio terzo è a volte rivelatore [e sottolineo che io non sono per te occhio terzo, ci mancherebbe, io non vedo niente di te – non ti conosco! – si legge, sono evocazioni, si scrive, sono leggerezze].
    Mi sono solo ricordata di una frase ascoltata tanto tempo fa da uno psichiatra (che allora mi fece tristezza), poi credo di averla risentita (non so a chi attribuirla, Freud, Jung, boh!).
    Spesso cambiare è perchè si vuole essere meglio (rispetto a parametri che poi di chi sono? nostri?) – accettarsi/comprendersi è diverso…
    Le parole specialmente scritte: non basteranno mai.

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