Il silenzio della ragione

Questo è un silenzio colpevole, una pigrizia vigliacca e anche un riposo ovattato.

Rinunciare all’esercizio del pensiero lineare è necessario ogni tanto, come un sonno ristoratore in cui si liberano i sogni (oh, grazie Jude: i film che mi passi tu calzano sempre così bene sui miei neuroni). Ma poi è bene che io lo riprenda, questo esercizio lento (e a volte noioso).

Che rimanere coi piedi per terra non è scontato, e infatti basta che mi guardi intorno per vedere in quanti, con ipocrita presunzione, prendono musate e incolpano qualcun altro.

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