I miei sogni primaverili a occhi aperti

Avrei voglia di passeggiare in Rue de Bourgogne, fermarmi dal fornaio, guardare le vetrine con le cianfrusaglie, poi comporre il codice, lasciar spalancare il portone, salire quattro piani di scale, calpestare la guida di moquette consumata. Alla fine sedermi al tavolo di cucina e prendermi un tè con mio cugi, fare due chiacchiere, e magari uscire di nuovo con lui.

Vorrei andare al parco Remisen al mattino, al freddo, quando a primavera si può uscire già abbastanza presto anche se è tutto gelido.

Vorrei indietro la mia vita a Copenhagen, la mia casa. Tutto.

C’è uno che vuole quella vita lì indietro anche lui. Quindi siamo in due. Ci diciamo che è il nostro sogno, ma bisogna aspettare, aspettare tanto, dieci o quindici anni.

Dieci o quindici anni è un’attesa lunghissima. Lo scopo sembra una chimera. Più che un vero scopo da raggiungere sembra un piacere ambivalente con cui baloccarsi qui ed ora, per non cercare il coraggio di lasciar perdere o per nobilitare certe meschinerie. Però io finisco per crederci e per aspettare. Ma aspettare così è disumano: ci vorrebbe un po’ di benevolenza, di collaborazione, di tenerezza umana per sorreggersi vicendevolmente e sopravvivere (sani di mente) all’attesa.

(Sempre che sia uno scopo, e non una chimera, cosa che che non mi è per niente chiara).

Ma le richieste di aiuto sono inutili, perché quando il desiderio si unisce a una ferita profonda che ancora trasuda tossine non si può certo confidare nella tenerezza umana, e neppure in un minimo grado di ragionevolezza. Anzi. E i moniti e gli avvertimenti non servono, dato che la minaccia più grave è già stata messa in atto e siamo sopravvissuti, e anzi stiamo di nuovo qui a giocare questo gioco stupido.

Anni di fatica e mi sembra di dover rifare tutto da capo. Anzi, mi appare evidente come sia inutile cercare di rifare tutto daccapo, che tanto è un’impresa impossibile. È una trappola, sono più in trappola di prima.

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4 pensieri su “I miei sogni primaverili a occhi aperti

    1. rckhsl Autore articolo

      Posso capire il sentirsi respinti. Quanto a lungo ci sei stato?
      (Io ci sono stata un anno e ha marchiato a fuoco i miei neuroni, ma non so spiegare bene come né perché).

      Rispondi
      1. rckhsl Autore articolo

        Non è certo una città che abbaglia i sensi nel giro di una breve visita. Anzi, in inverno può ottunderli brutalmente :)

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