Priorità

calycanthus2

Il calicanto in questa stagione è dirompente. Stamattina una pianta che non conoscevo si è fatta notare a cinquanta metri di distanza, nascosta dietro una casa e il muro alto di un giardino.

Il calicanto è volatile, vola via, e quindi è libero: come posso pretendere di chiuderlo sotto un tappo e portarmelo in borsa? Mia mamma che prova ad estrarlo mi fa tenerezza. Lei vorrebbe fissarlo per incontrare il mio entusiasmo, e ci prova, e crede possibile riuscirci.

Riflettere su di lei mi imbarazza, mi intristisce, mi fa rabbia. Come di fronte a un tentativo tardivo e inutile di recuperare un legame stracciato nel momento magico, e rimasto lì ignorato per decenni.

Anche io mi sento responsabile di aver stracciato il legame con F. nel momento magico, e in più riprese, colpevolmente. Ma sto espiando. Ecco, sì forse il senso di tutto questo è l’espiazione di quella rottura (che c’è, e ci sarà sempre, e in F. è lampante, così come è lampante che con M. non c’è stata alcuna rottura). Dalla mia fuga in poi (nove giorni al 4° anniversario) è stata tutta un’opera di riparazione, e di conseguenza di espiazione. Quattro anni dolorosissimi a dire il vero, ma se è così vale la pena, e varrebbe la pena anche se fossero dieci, o venti, gli anni.

F. sono io.

La mia mamma non ha mai riparato né espiato. Forse non ha neppure realizzato né riflettuto.
Mia mamma potrei essere io.

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3 pensieri su “Priorità

  1. chiaralorenzetti

    Per quella strana forma tonda della vita, eccomi qui a commentare un tuo post sul Kalicantus, pianta che amo per il suo profumo dolce ed intenso; che mi lega a mia mamma la cui rottura l’ha voluta la vita e non io ( anzi la non vita).
    Quel kalicantus che accende i ricordi.
    E che mi ha portata qui, su di un binario di sintonia che scoprirò piano piano
    ciao
    Chiara

    Rispondi
      1. chiaralorenzetti

        Non so nulla, ognuno ha i sui percorsi, ma….con una mamma, specialmente, per quanto le rotture possano essere violente e dolorose, non siano mai irreparabili.
        Che quelle che poi accadono davvero irreparabile coma la morte, non le ripari più.

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