Sto a Linosa

decollageHo trasferito la mia identità da Oymyakon a Linosa. Dalla taiga gelida della Yacuzia orientale, con -35°C e quattro ore scarse di luce, alla macchia mediterranea e alle tartarughe del Canale di Sicilia, dove oggi la minima è attorno ai 15°C e il sole sta su per una decina di ore.

Ho voglia di viaggiare.

Il biglietto per Berlino è pronto ma stavolta mi porto dietro la famiglia e quindi, dispiace dirlo, non si può parlare di viaggio.

Non sono le bimbe: è T.

Povero T., non ci ha colpa (forse), anzi: fa abbastanza sforzi (sempre senza esagerare) perché io non mi possa permettere di addebitargli il suo peso. Collabora, mi rispetta, non batte ciglio sulle spese, lavora, è socievole con tutti i miei amici e parenti, è gentile. Ma rimane ciò da cui vorrei scappare, la quotidianità e il suo peso, la casa che mi sta stretta. L’apatia, l’inerzia, la sufficienza, l’indifferenza, l’inamovibilità. Il mio desiderio è fuggire, ma in queste condizioni sono io stessa a dirmi che ha tutta l’aria di un capriccio.

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