Disconnessa

Una settimana di disconnessione quasi totale. Il quasi impedisce la rassegnazione e sottolinea la frustrazione mettendola sotto la lente (facile, così).

Arrivano due righe di PJ che consigliano Le dernier stade de la soif. Uso i pochi kb a disposizione per capire cosa è, e so che lo leggerò: il romanzo di un fallito seriale, typisch PJ, ma anche tanto typisch moi-même. Vorrei ricambiare il consiglio con Wallace ma so che sono kb sprecati e quindi lascio perdere, e lascio perdere pure le due righe di risposta.

Sto disconnessa ma non per questo in pace: fra incentivi sbagliati, control-freakery e altre varie mostruosità, la pace si nasconde in mezzo a nuvole ghiacciate. Faccio la blu in loop aspettando di riprendere confidenza, e cerco la pace negli angoletti nascosti.

(Per esempio, le fantasie di dipendenza riposte nei video – Wallace, Gibson: quelle le trovo interessanti).

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