Michael Cunningham

hours Sono entrata in queste vite così piane e così estreme, e ora che ci sono mi attacco a loro come a un salvagente nel mare aperto – il mio e il loro. L’ho già detto quanto adoro Michael Cunningham, specialmente se è un pretesto per astenermi dallo scrivere di altro e per non cercare di capire quello che non mi riesce di capire.

Forse dovrei smettere di parlarmi addosso. Dovrei invece fare qualcosa di molto semplice (bricolage natalizio? Weihnachtsplätzchen? O addirittura riprendere a suonare, l’artigianato musicale, che quello è il destino) e chiuderla con faticose e probabilmente inutili ricerche interiori.

Dovrei davvero decidermi ad abbandonare la strada aurea e sterile della rivelazione per intraprendere quella più umile dell’esercizio paziente. Basta. [Déjà-vu] Ma proprio ora, basta? Proprio ora che ci sembrava di intravedere qualcosa? Proprio ora che le cose sembravano andare meglio? Ancora una chance, please don’t give up now, things will be better soon, I promise.

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2 pensieri su “Michael Cunningham

  1. fiorineicapelli

    “Forse dovrei smettere di parlarmi addosso. Dovrei invece fare qualcosa di molto semplice e chiuderla con faticose e probabilmente inutili ricerche interiori”. Ottimo, comincia tu che io, quando mi spieghi come si fa, ti vengo dietro.

    Mi consigli un libro? Sto finendo le scorte e ho un po’ l’impressione che potresti darmi dei suggerimenti interessanti.

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    1. rckhsl Autore articolo

      A volte penso al potere salvifico delle attività minute: disegnare, cucinare, suonare uno strumento (ma non la nona di beethoven: no, piuttosto gli studi elementari, quelli per sgranchire le dita. Certa roba di Bach è ottima). Peccato che guardarsi dentro sia un’attività che dà dipendenza :).

      Recentemente ho letto le Dee dentro la donna di Jean Bolen, ed è un libro che credo ti piacerebbe (per quello che posso sapere di te leggendoti :) ).
      Poi c’è Cunningham, che è forte e finissimo: il mio preferito è Al limite della notte.
      Un suggerimento buttato lì (feeling lucky) è Il grande gioco, di Peter Hopkirk.

      Fammi sapere se ne ho azzeccato uno… :)

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