Pulisco i vetri

Me ne sto lì a sfregare le finestre con il braccio allungato e l’associazione è immediata.

Una donna nuda tratteggiata a matita che pulisce i vetri. Avevo dodici anni ed ero persa per lei di cui vorrei ora scrivere il cognome (la chiamavo per cognome, come tutti noi) ma non posso. Roberta però si può scrivere.

tavolozza

Ci nascondevamo nello scantinato della scuola. Le scale scendevano tra pareti verdine fino all’intonaco grigio e liscio del piano di sotto. Lì i soffitti erano bassi. La sua chiave che girava, la piccola porta dipinta di bianco sporco. I pannelli di legno e i banchi imbrattati. Pittura e colore ovunque. Pennelli, barattoli, tavolozze, puntine da disegno. La carta da banane e la carta Murillo. Triangoli di cartoncino strappati, resti attaccati dappertutto con lo scotch. La lavagna a sinistra e il suo bancone davanti a noi.
E poi le sue pennellate lunghe, le mie pennellate minute, la sua “enne” rovesciata e quel marrone caldo. Il suo neo sul labbro, i capelli gonfi e le mani sottili. E infine Nicola Pisano, gli arabi, Freud, l’esistenzialismo e il surrealismo, il Bauhaus, il fondu reso con le dita, Simone Martini in chiave materialista. La locomotiva che aggredisce gli spettatori. Eisenstein che lancia avvertimenti a Stalin. Il lago Peipus, il cineclub Arsenale. Ovviamente la Lazzi e via Lavagna. Quando la sua pelle mi sfiorava mi sentivo travolgere.

Toc toc. CR può venire giù? Certo, ha finito.
Ore io e lei da sole, chine sul foglio o sulle riviste, io forzata ad allungarmi per riempire una superficie che ricopre tutta la lavagna. L’ammissione nel suo santuario, la stanzetta accanto. Allarga i tuoi gesti! Riempi tutto!

Ho cercato il disegno nella cartella ma non c’è più. I miei disegni sono stati tutti confiscati all’esame, sicuramente anche quello dei vetri, così erotico.

Ho trovato altri disegni più recenti, lievemente emozionanti. Mi piacciono e mi imbarazzano. Un disegno di una mia fantasia che mi riproduce perfettamente. Alcuni altri autoritratti. Un paio di ritratti di Annalisa. Altra roba a matita. Li ho chiusi in una cartella stile archivio, con le cordelle di fettuccia che resisteranno secoli.

Dai vetri puliti entra un sole abbagliante.

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2 pensieri su “Pulisco i vetri

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