Fuggire, ancora

Sento la spinta centrifuga. Com’era prevedibile, da un paio di giorni mi accompagna di continuo.

Riconosco che è lei da come si manifesta attraverso pretesti diversi, ma sempre pretesti – pietosamente, ridicolmente pretestuosi. Riconosco anche che motivi veri non ce ne sono, o forse ce ne sono ma sono ininfluenti. Anzi, so che varrebbe la pena resistere e ottenere in premio il significato sacro della durata, senza che come al solito questo venga attribuito da una giuria che mi esclude.

È semplice parlare di volontà, ma io la mia di volontà non l’ho più decifrata, da quasi quattro anni. Nonna Costanza se n’è accorta immediatamente, e sono ancora lì. Quello è l’organo più gravemente danneggiato, rimasto storpio, che mi rende pericolosa perché so che si può sopravvivere anche senza.

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