Il fagiolo magico

Come sempre, la rabbia mi sale piano. All’inizio è un seme invisibile, ma una volta caduto nel terreno la crescita è inarrestabile.

bean sprouting

Mi sveglio la mattina con una rabbia enorme cresciuta nella notte, malgrado la sera prima abbia continuato la conversazione con tranquillità, magari accorgendomi appena quando il seme è stato lasciato cadere ma niente di più. La rabbia è un fagiolo magico e io non posso frenarmi dal salire fino in cima.

Ci arrivo tutta intera, in cima. Mi stupisco di dove sono e mi prende la vertigine. Come sono arrivata qui? Mi ci ha portato la mia testa, oh sì. Ma no, invece no: alla mia testa sono servite le dita, gli occhi, le braccia, le gambe, la pelle, i muscoli e tutti gli organi, ed è il mio corpo che si sfracella se casca giù, e quindi mi dà consapevolezza e brivido. E non è una metafora.

Io sono io tutta intera. La testa e basta, da sola, non è me. Piacerebbe molto, a lei, fare tutto da sola: si ingegna e sogna, produce pensieri e sentimenti che scuotono verosimilmente tutto il resto. Ma ormai ho scoperto di avere un corpo addosso che fa di me stessa me stessa, mi porta in cima ai fagioli magici, ed è il discrimine fra ciò che conta e ciò che non conta.

In questi anni ho capito questo: che le persone contano quando sono di ciccia. Quelle virtuali, con tutto l’amore, non sono persone: sono secrezioni della mia fantasia, emanazioni evanescenti e nient’altro. Hanno un impatto sì, ma triviale. Fanno luce, una luce a volte accecante, ma al pari di una fiamma di magnesio.

Ho provato a lungo ad essere solo virtuale. Ce l’ho messa tutta, con la consapevolezza delle mie possibilità e (a posteriori riesco a dirlo) con la motivazione più impellente: la paura. Ma non ce n’è, non funziona, e alla fine il bilancio salta agli occhi (forse perché la paura si è allentata, e vedo le cose da un altro punto di vista) e mi viene spontaneo voler cambiare. E, effetto collaterale, ora riconosco quella paura.

Rispetto la paura degli altri, è un sentimento così teneramente umano. Nasce attorno a ciò che è importante e ne segnala la presenza. Ma questo non impedisce che a volte produca scelte incoerenti. E l’incoerenza mi fa rabbia perché porta matematicamente a fallire e a soffrire.

Annunci

3 pensieri su “Il fagiolo magico

  1. lapoetessarossa

    L’assoluto. L’estremo.
    Sono così attraenti.
    Quel che abbiamo intorno, troppo scontato.
    Quel che si vede a occhio nudo ha ben poco di idealizzabile.
    Salire a bordo della macchina virtuale è un po’ come la crociera sulla Costa Concordia.
    Ci sarà sempre uno Schettino di turno che, combinato il danno, se la darà a gambe levate, lasciandoti lì nel mare magnum del WWW.
    Ci sono scogli. Scialuppe, Giubbotti. Resti vari di una nave che cola a picco.
    Ma è la rabbia che ti tiene a galla e ti fa nuotare fino al porto sicuro.
    Adesso lo sai.

    Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...