Tensione

La tensione è il punto. La tensione contiene e dà forma. Parlavo di calze strette che mi fanno andare lontano: quella tensione.

P mi teneva in tensione continua. All’inizio le richieste erano attenzione e risposte immediate a qualsiasi messaggio, telefonata o email. Quindi attendevo continuamente e spasmodicamente (il cellulare sotto il cuscino), finché non arrivava il brivido e il piacere dello scioglimento. Respiravo un attimo, e l’attesa ricominciava subito dopo. Pressione, obbligo, frustrazione. La posta in gioco era altissima, e le difficoltà incomparabilmente superiori a quelle di oggi. Le endorfine scorrevano copiose. Forse è così che mi sono legata.

Ma P non aveva alcuna consapevolezza di ciò che stava facendo. La tensione è diventata controllo e infine è degenerata in violenza.

Quando sono scappata, ho scoperto di essere avvelenata di tensione. Avevo i nervi come scorticati. Obblighi, contenimenti e doveri non riuscivo più a sostenerne. La mia risposta standard alla tensione è diventata, ed è ancora, la sudden departure

È come dover reimparare a camminare dopo un incidente. C’è la rabbia dell’impedimento e dell’incertezza. Poi quelli che mi dicono alzati e cammina e si sentono come Gesù con Lazzaro, io vorrei che andassero al diavolo.

Però se sento una voce diversa con l’identica richiesta di sei anni fa, e mi sento libera, allora forse non è per caso. Forse.

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2 pensieri su “Tensione

  1. lapoetessarossa

    Leggerti in questi ultimi post è un lavoro.
    Affascinante.
    E’ come mettere insieme i pezzi di un puzzle, scoperto per caso, e senza la sua scatola.
    Che cosa ne verrà fuori?
    Cominciamo con i contorni, come dice la vecchia scuola, e poi se per caso sono fortunata metto insieme tre o quattro pezzettini che mi danno un indizio.
    Li lascio lì in attesa, da qualche parte prima o poi si incastreranno.
    Ma credimi, non pretendo di capire o capirti. E’ che mi piace come filano i tuoi scritti, sebbene non ne conosca la genesi.
    Che importa. In fondo potremmo ricondurre tutto al peccato originale.
    Colpevoli di tutto.
    Ma non condannabili.

    Quella tensione lì io la conosco benissimo.
    Peccato che come tutte le droghe, l’adrenalina quando non scorre più ti sbatta in un down profondissimo.
    Tipo calarsi nella Fossa delle Marianne in un batiscafo non pressurizzato.
    Puoi restarci secca.

    Ho vissuto per anni drogandomi lecitamente in questo modo. Cercando sempre nuovi pusher. Sbarazzandomi di loro quando non erano più all’altezza e la roba era diventata scadente. Io volevo sempre il meglio.

    La tua risposta alla tensione è l’espediente di Harry Potter che si nasconde sotto il mantello invisibile, perchè in fondo vorresti sapere come andrebbe a finire se.
    Guarda. Io son lì con te sotto il mantello e assisto.
    Non penso proprio che siamo diventate delle codarde. Credo anzi che il coraggio si dimostri diversamente. Nonostante questo io vorrei quel giro in giostra ogni tanto. Senza cinture di sicurezza.
    Un tempo c’erano magiche coincidenze che mi aprivano le porte dell’impossibile, connessioni che solo io sapevo cogliere, come esplicazioni di un destino sconosciuto che mi mostrava preziosi indizi. E ci cadevo come la mosca nel miele.
    Invischiata.

    Eppure ti posso dire che se penso allo strappo per risalire dalla fossa, alla fatica immane, alle lacrime, alla gola che brucia e alle unghie spezzate ancora mi dico che ne è valsa la pena.
    Che non sono schiava di nessuno.

    Una vecchia poesia, che potrebbe piacerti.

    2007

    LA  CREAZIONE DI UN’ATTESA
     
    La creazione di un’attesa
    è il momento solenne
    di un’emozione che si distende.
     
    E’ il movimento di un sospiro
    che non ha ancora coscienza.
     
    E’ l’attimo
    appena prima di.
     
    Genesi suprema
    di eventi ancora inconsapevoli
    libera le intuizioni
    dal perpetuo oscillare delle passioni.
     
    Poi attraversa la vista,
    invade il campo,
    e comincia
    la sua fisiologica missione.

    Rispondi
    1. rckhsl Autore articolo

      Ogni volta mi fai sentire davanti a uno specchio magico. Non rispondo neppure, perché di parole non sembra necessario aggiungerne. Però leggo e rileggo.

      Rispondi

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