Terapia – compiti per casa

La seduta di ieri con la dott mi ha lasciato con un carico di compiti per casa. Mi attacco a ogni appiglio per cercare di risolvere qualcosa, ma non ci riesco. I doveri impilati sulla scrivania mi scrutano con riprovazione e il bucato nella lavatrice è definitivamente ammuffito, ma io ho la testa altrove.

C’è qualcosa di doloroso da ascoltare.
Ma io non so cosa sia.
Forse non è una cosa da sapere, forse è qualcosa da sentire, da ascoltare.

Shit, sembra l’interrogatorio della sfinge. La chiacchierata bisettimanale con l’oracolo di Delfi. Ma lei con quegli occhialini, il taglio perfettino e le tettine antigravità proprio non ce la vedo come sfinge. Eppure ogni volta ne esco massacrata e mi affanno invano a trovare risposte. Ne parlo, cerco aiuto. Forse se mi rimettessi su fb potrei creare un gruppo come quello per il concorso di mia sorella. Questa è la traccia che ho estratto: “Il candidato individui la problematica con cui sta ammorbando la propria vita, quella del prossimo e le sedute con la dott da un numero imprecisato di anni a questa parte, circa”. Help.

Inutile: posso ironizzarci quanto mi pare, parlare con amici o con sconosciuti, seguire sentieri che si aprono all’improvviso (bellissimo il libro di Jean Bolen), fare il gioco delle associazioni spontanee, svegliarmi di notte alle tre con il chiodo fisso, ma niente.

Nel frattempo, la pila di pagine imbronciate e i 16 giorni che restano mi offuscano la mente. E i panni in lavatrice.

Mi sorge il dubbio: forse è tutto lì il problema? La mente offuscata.

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7 pensieri su “Terapia – compiti per casa

    1. rckhsl Autore articolo

      Già. Leggo le dee. Mi viene in mente: sai che l’unica favola che mi ricordo raccontata dalla mia mamma è quella di Proserpina? Faccio uno sforzo sovrumano per non saltare subito a pagina 190.

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  1. lapoetessarossa

    L’oracolo di Delfi indica. e basta. e la Pizia era lì a tradurre il delfipensiero. Era LA dottoressa ante litteram dei Greci. Senza tettine antigravità sotto il peplo. Probabilmente un saggia e un po’ vacca, seminascosta in mezzo a fumi e profumi, prodotti da una qualche sostanza allucinogena non ancora categorizzata tra le sostanze psicotrope. E magari vietata. O peggio illegale. La Pizia non dava risposte certe ma sapeva persuadere. La Pizia sapeva ascoltare. Poi non sapendo bene che cazzo rispondere stava vaga, poeticamente vaga. I fumi aiutavano. E tutti se ne andavano felici e contenti.

    Detto questo. Stendi i panni. Come una nonna. Con una sbattutina per togliere le pieghe grosse. Mettendo le mollette nei punti giusti per non lasciare segnacci che nemmeno il ferro tira più via.

    Per il resto dei compiti a casa, quelli sulla scrivania, posso dirti che se fai qualche paginetta, poi alle 4 ci prendiamo un caffeino e due chiacchiere, che sono un bel premio se ci pensi. Un relax meritato. Non so. E’ solo un’idea. Ci sta anche la Bia, magari. E poi torniamo tutte a fare, con il sorriso, un po’ più leggere. E belle. Che questo aiuta. Sempre. Scusa se insisto.

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    1. rckhsl Autore articolo

      Sono le cinque e mezzo. Troppo tardi per il caffeino?
      A dirla tutta sono in ritardo anche sulle pagine, e sulla lavatrice (che ho ripassato nell’ammorbidente, dato che aveva preso l’odore dei carciofi stantii).

      Ma se invece del caffeino fosse la famosa riga di americani?

      Lo so che voi siete tutte lontane. Sennò che bello.

      Lavatrice.

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