Linee d’ombra

In questi giorni vivo nella sottile linea di confusione che delimita il reale e il virtuale. E’ un’area brulicante di possibilità che appare nei rari momenti in cui accidentalmente la mia vita reale e la mia scrittura si incrociano e si mescolano. Accade a volte ed è inebriante. Ci sono alcuni brevi istanti di limbo in cui questi incontri hanno il potenziale per trasformarsi in qualunque cosa.

Diversamente da altre volte però, il limbo in cui oggi mi trovo è triplice, con una sovrapposizione inusuale che mi disorienta del tutto. C’è un’incontro un po’ lontano e forse innocuo che stuzzica la mia curiosità. C’è un incontro un po’ più inquietante di cui non riesco a capire la forza e i pericoli. E c’è l’incontro più vivo, di cui non parlerò (come al solito).

Perché questa coincidenza? Perché tutto insieme? Non sono in grado di rispondere.

Le conversazioni dentro la mia testa prendono una velocità incontrollata. Mi aggrappo alla realtà del mio weekend autunnale e soprattutto alle bimbe, che hanno sempre il potere di non farmi sbandare. (Ma non sarà chiedere loro troppo?)

 

 

 

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2 pensieri su “Linee d’ombra

  1. lapoetessarossa

    il tutto e il niente

    E’ l’istinto che si prende la rivincita, e allerta i sensi, li lascia liberi, li sovraccarica, li “ipersensibilizza”. Una questione di disposizione? me lo sono chiesta spesso, dopo gli accadimenti. La fame di emozioni non si placa, si diventa golosi, voraci e nello stesso tempo attenti a selezionare i piatti migliori. Perde di importanza il riposo e la mente è sempre occupatissima, i pensieri si susseguono rapidi, le connessioni che si creano sono imprevedibili. Tutto sembra far parte di un nuovo sistema che prima semplicemente non c’era. E’ il trionfo del superlativo assoluto. Il giudice calmiere, che ciascuna di noi elegge per non precipitare nel Maelstrom, interviene, quando necessario, a riportarci saldamente con i piedi per terra; nella pratica limita l’azione. In sua assenza la spavalderia e le nostre scarpe preferite ci porterebbero a superare quelle colonne d’Ercole, invero ben poco virtuose. Affamate di canoscenza, per un istante, ci costringiamo al riposo. Il pensiero rallenta e i battiti ritornano regolari.

    Mii piace chiamare supervivere questo tempo ricchissimo.

    Dimenticavo.
    Sei bellissima.
    Siamo.

    Rispondi
    1. rckhsl Autore articolo

      Quando ti leggo ho bisogno di tempo per tornare per terra. Ti spio, ti aspetto, ti cerco. Cosa è tutto questo?
      Continua a scrivere, qui o da te o dove vuoi. O fai quello che preferisci, io capisco. Mi illudo?
      Sai cosa? Mi piacerebbe raccontarti tutto quanto, tutto tutto, e ascoltare lo svolgimento dei tuoi pensieri, e godere della finezza della loro complessità.
      Accade così di rado.

      Rispondi

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