Io sono poly

Non sono mai stata fedele. Non mi sono mai sentita in dovere di esserlo con nessuno dei miei uomini. Non mi sono mai sentita in colpa per il fatto di amare due – o tre – persone allo stesso tempo. Ho sempre preferito nascondermi e vivere piuttosto che trattenermi. Le mie relazioni plurime si sono sempre rinforzate l’una con l’altra: da ogni relazione ho sempre tratto linfa per le altre. Come posso amare due figlie senza togliere all’una l’amore che provo per l’altra, così posso amare due uomini senza che l’amore per l’uno diminuisca i sentimenti che provo per l’altro. Anzi, la libertà di amare tutte le persone che accendono i miei sentimenti rende l’insieme dei sentimenti che provo più vivido e intenso. Questa è la mia esperienza.

A quanto pare questo succede a tantissime persone, condannate come traditrici, fedifraghe, immature, infantili, narcise e fallite nella loro realizzazione di un rapporto di coppia come dio comanda. Milioni di persone che si fustigano per la loro presunta devianza, e che si obbligano o vengono obbligate a una scelta contro natura tra un amore e l’altro – la scelta più lacerante. E alla fine, quasi sempre, falliscono.

Un fallimento così massicciamente diffuso però dovrebbe dare da pensare. Che non si tratti di fallimento, ma di una manifestazione necessaria di un tratto del tutto comune della natura umana? Che non si tratti di una devianza da raddrizzare, ma di un tipo di normalità da accettare così com’è? Il cosiddetto tradimento nelle relazioni amorose è un comportamento così diffuso da far sospettare che rappresenti la normalità, e che sia invece la monogamia a giocare una ruolo minoritario.

Il dovere della monogamia avvelena in vario modo la vita di milioni di persone. IL dovere della monogamia andrebbe cancellato dal cervello dell’umanità occidentale, lasciando l’opzione a chi ha una predisposizione e non ne soffre.

Io sono poly.

Esiste la gelosia.

Qui mi discosto dalle indicazioni più comuni tra i poly, che vedono nella continua e massima apertura e nel dialogo la soluzione al problema. Io non credo che in una relazione si debbano necessariamente esporre all’aria tutte le nostre viscere, bandire i segreti e cercare di utilizzare le parole per risolvere tutti i tipi di problemi. Il linguaggio verbale non mi pare adatto a risolvere tutti i problemi fra persone – e direi che i problemi causati da certi sentimenti viscerali sono tra quelli in cui il linguaggio genera più spesso danni che benefici. Esistono dei sacri spazi di silenzio e di identità individuale in cui, tra l’altro, risiede tutta la magia delle relazioni. In quegli spazi privati – che negli ultimi quarant’anni sono stati anch’essi stigmatizzati e brutalmente decurtati in nome di una malintesa idea di sincerità – si possono percorrere altri sentimenti e lasciar sbocciare altri amori, in buona fede, senza ferire nessuno.

L’innamoramento per una persona accade quasi sempre in modo esclusivo ed è sempre di durata limitata. Finito l’innamoramento possono venire altre fasi di un rapporto d’amore. Inoltrarsi nelle fasi successive non esclude di poter vivere al tempo stesso l’innamoramento nei confronti un’altra persona. Anzi, la libertà di poterlo fare – di poter vivere contemporaneamente diversi rapporti d’amore nelle loro diverse fasi – aiuta a valutare meglio la qualità di ognuna delle relazioni in corso, e a rafforzare quelle valide senza la pressione di una scelta obbligata.

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2 pensieri su “Io sono poly

  1. lapoetessarossa

    Aspiranti integerrimi cercasi.

    Quello di cui tu parli esige un profondo rispetto. Nel caso di una relazione tradizionale questo rispetto deve essere reciproco. Incondizionato. E rivoluzionario. L’umanità occidentale sta in piedi per tradizioni, substrato che ci accomuna, che per molti è rifugio per altri è gabbia. Il tuo pensiero, colto con semplicità, sembrerebbe ai più la bandiera dell’amore libero e qui troveresti schiere di adepti pronti a seguirti. Molti altri ti biasimerebbero. Pochi ti comprenderebbero davvero. Intanto continuiamo a vivere in una società maschilista. Concetto banale, trito e ritrito, ma innegabile. Il che rende abbastanza abietto il tuo essere poly. L’essere genitore mi porta a pensare che ho la responsabilità di trasmettere a mia figlia le idee di libertà, rispetto e amore. Le idee. Non la pratica delle idee. La teoria. Non la pratica. (che ti fa dire, te l’avevo detto) Libertà, rispetto, amore sono le basi di una coppia che sceglie di stare insieme, senza giurare su qualche codice o di fronte a qualche dio, semplicemente guardandosi negli occhi prima, prendendosi per mano poi, possibilmente per guardare nella stessa direzione ben sapendo che a seconda dei casi uno dei due cercherà di tirare a destra o a sinistra o di girarsi indietro. Ma se si sceglie di non lasciare quella mano allora si sta insieme, anche quando si cambia direzione. In tutto questo bel passeggiare romantico nel migliore dei casi ad un certo punto, la mano diverrà sudaticcia, le dita avranno bisogno di sgranchirsi, uno dei due avrà voglia di fare una corsa (amare un altro), o di sedersi (nel sacro spazio del proprio silenzio) In una parola di lasciare quella mano, per un momento, senza traumi. In una parola, NATURALMENTE.
    Peccato che in tutto questo teorema, il distacco temporaneo si traduca in una missione segreta, spesso faticosamente segreta.

    E’ accaduto che durante una di queste missioni segrete io incontrassi qualcuno un po’ stanco di imbastire convegni il venerdì. Con audace spirito di collaborazione abbiamo deciso che si poteva provare. Fatichiamo. Ma ogni volta che vacillo mi ricordo che ho scelto. E questa scelta l’ho pagata tutta, proprio perché non è stata obbligata.

    Dalle missioni segrete ho imparato molto. Agenti di diversi servizi, leggendoti, ti apprezzerebbero.

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  2. Pingback: Conversazione con la poetessa | rckhsl

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